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Pubblicare un libro inedito, pubblicazione libri, pubblicare manoscritto, case editrici, valutazione opere inedite

INDEXEDITORISITI AMICICONTATTI

 

 

 

NOTE E NOTIZIE INTERESSANTI:

 

E' ufficiale: ho finalmente una mia rubrica! All'interno della Rivista Bookland.

 

Pubblicare gratis con & MyBook senza cedere diritti d'Autore.

 

 

 

SONO UNO SCRITTORE, SONO RIUSCITO A SCRIVERE UN LIBRO...

VOGLIO PUBBLICARLO!

 

Quanti di noi hanno versato gocce di sudore, lacrime amare, speso ore e ore, giorni e mesi di lavoro... Per un solo scopo: riuscire finalmente a scrivere il proprio primo libro! Iniziare è semplice, cogliere una delle tante idee che fulminee ci attraversano costantemente il cervello sembra uno scherzo, ma nel momento in cui dall'idea ci tocca passare alla stesura della prima pagina, e poi del primo capitolo e così via, le cose cambiano! L'eccitazione che inizialmente sembrava pervaderci tutto il corpo va scemando con l'aumentare delle righe, e mantenere alta la concentrazione non è sempre semplice, soprattutto in un mondo come quello in cui viviamo, un'epoca fatta di minuti contati, fatta di frastuono, confusione, stress, lavoro... Quanti di noi hanno rinunciato? Quanti sono partiti in quarta per poi abbandonare tutto il giorno dopo... Eppure nella mischia c'è anche chi è riuscito a perseverare e chi continua a tenere duro, pur di raggiungere la fine, pur di poter vedere e toccare, le pagine prodotte dalla propria mente e dalla propria abilità! Non so quanti di voi hanno avuto la fortuna di provare questa sensazione, ma a me sembra ancora ieri allorché portai a termine il mio primo libro. Era una serata tranquilla, come tante... Sapevo che mancava ormai poco alla chiusura dell'ultimo capitolo, ma continuavo a mantenere alta la mia attenzione: dovevo terminare con qualcosa di memorabile. Anche se già sapevo fin dall'inizio come sarebbe finita quella storia, dovevo fare del mio meglio per potenziare al massimo quell'idea che covavo in corpo da mesi... Dovevo superare me stesso! Trascorsi qualche ora sulle ultime frasi; scrissi e cancellai, riscrissi e riprovai di nuovo non so quante combinazioni! E nel frattempo mi rendevo conto che stavo quasi ritardando ciò che ormai era ineluttabile, ciò che avevo desiderato per tantissimo tempo... Un sottile filo di nostalgia mi stava avvinghiando ancora in quelle pagine, l'idea delle prime battute, dei primi dialoghi del personaggio principale... L'idea di tutte quelle emozioni che il mio stesso libro aveva contribuito a suscitare! Eccomi all'improvviso all'ultima frase. Poche battute durate un'eternità... E poi la FINE. Finito... In quel momento ho sentito un peso scivolarmi dal petto e una strana leggerezza pervadermi la testa, ancora lievemente confusa per il netto cambiamento: Avevo finito! Avevo scritto un libro, il mio primo libro! Ricordo ancora la mia povera prima stampante a getto d'inchiostro e la risma di carta comprata per l'occasione: un'ora a guardare le pagine del mio romanzo, quasi ipnotizzato dal rumore ripetitivo della stampante... Ed ecco, che quasi all'improvviso, il rumore si ferma e il silenzio invade la stanza: la prima copia della mia opera è pronta e la posso "sfogliare" in qualche modo. Non importa se dovrò ancora rileggerla e correggerla cento volte: intanto l'ostacolo più grande è stato superato!

 

TRASCORRONO UN PO' DI MESI...

 

Dopo qualche mese di lavoro noioso, trascorso a rileggere ciò che noi stessi abbiamo sudato per scrivere, ecco che il nostro libro è davvero giunto al capolinea: è pronto, è corretto, noi stessi siamo pronti! In questo momento non desideriamo che farlo leggere ad altri esseri umani: il solo pensiero ci eccita e ci stimola di nuovo a lavorare ancora per la nostra opera, per diffonderla e per avere un parere reale. Ora viene il bello!.... Ma ne siamo proprio sicuri?... Questo è quanto pensano i neofiti, che con un filo di angoscia iniziano a dibattersi tra l'idea di farsi i fatti propri lasciare il proprio libro a casa, e l'idea di prendere un pacco e lasciare che il proprio "figlio" prenda finalmente il volo. Ma come fare? Cosa decidere?...

 

BISOGNA PRENDERE UNA DECISIONE

 

Spero mi sarà perdonata la franchezza. Io capisco benissimo l'iniziale indecisione e le normali paure dei giovani, ma non capisco cosa significhi farsi un mazzo tanto per poi lasciare il proprio libro ad ammuffire dentro un armadio! "Si ma io volevo solo imparare a scrivere bene!... Sai per un eventuale lavoro, oppure per... ehm", o ancora: "Ma io ho scritto per tirare fuori il mio vero Io, ma non mostrerei mai i miei pensieri alla gente, mi vergogno!"... Mi sembra di sentire nelle orecchie migliaia di vocine del genere, che tentano di giustificare la propria immotivata timidezza. Ma dico io, cari miei, se volevate imparare a scrivere, non potevate pensare a leggere o a studiarvi un po' di libri di grammatica o a eseguire qualche esercizio di scrittura? Proprio un libro dovevate realizzare?E se siete timidi, o volevate tirare fuori la vostra interiorità, non facevate prima a scrivere al vostro caro diario?... Per fortuna la stragrande maggioranza di queste persone alla fine non realizza opere degne di essere lette, ma poniamo il caso che tra queste ce ne sia almeno una che è riuscita a comporre un capolavoro? Vi pare giusto che questo capolavoro sia destinato a rimanere nell'oblio, insieme al proprio autore, per la sola timidezza? per la sola vergogna e paura di essere "giudicati"? La vita non va gettata via sperperando il proprio tempo in azioni senza futuro! Il mio consiglio è questo: se avete scritto un libro, lo avete letto e corretto fino alla nausea, allora PROPONETELO! Inviatelo a chi vi pare, ma fatelo leggere! Ascoltate cosa hanno da dire gli altri, senza lasciarvi coinvolgere troppo, ma almeno affrontate la vostra vita di petto, da protagonisti! Non sprecate il vostro tempo! Prendete il computer e iniziate a eseguire delle ricerche mirate per trovare degli editori, perchè di editori ce ne sono tantissimi e tra questi figuratevi se non c'è né almeno uno disposto a pubblicarvi! Io posso darvi la certezza assoluta che se il vostro libro non fa letteralmente schifo, un editore lo troverete senza nemmeno dover faticare troppo!

 

COME CERCO UN EDITORE?

 

La prima cosa che dovete fare è imparare a cercare e a usare i vari motori di ricerca. Per esempio, smettetela di usare delle chiavi di ricerca stupide come "pubblicare"... Ma cosa significa? Molti di voi già sapranno come eseguire delle ricerche, ma io rimango allibito nel constatare che altri non sanno far altro che inserire paroline del genere! Cercate delle combinazioni! Per esempio: "Pubblicare libro", "Pubblicare inediti", "Pubblicare libro inedito", "Case editrici", ecc. senza inserire articoli, ma solo le parole che ci interessano. E poi, esistono diversi siti che si occupano di raccogliere degli elenchi di casa editrici: potete consultare quelli, o anche l'elenco che io stesso sto allestendo per facilitare le cose a chi passa dal mio sito. Non ci vuole poi molto!Non trascuriamo poi un altro strumento abbastanza utile: le pagine Gialle! Sembra banale, eh? Eppure avete mai pensato di eseguire una ricerca per categorie? Io ci ho provato e ho trovato circa 200 risultati, anche se non tutti fanno al caso nostro, ma comunque è sempre un modo di cercare! Diamoci da fare!

 

LA SCELTA DEGLI EDITORI

 

Trovati gli editori, dovremo cercare di escludere quelli che non fanno al caso nostro: se abbiamo un romanzo da proporre, perchè proporlo a chi pubblica solo monografie? Se abbiamo scritto una raccolta di poesie, perchè proporle a chi non ha nemmeno una collana dedicata alla Poesia? Insomma, basta un po' di criterio per non fare degli errori di valutazione. Fatto questo, avremo comunque una bella lista di editori... Con quale cominciare? Vediamo per prima cosa di visitare i loro siti... Quello che penso io è che se una casa editrice o non ha un sito, o ha un sito brutto, fatto male... Non è una casa editrice decente. Considerate solo che io sono un uomo che col computer ci fa a pugni, eppure pare che un sito sono riuscito a metterlo in piedi. Se un editore non è capace di fare neanche questo, non oso immaginare che tipo di grafica o pubblicità sarà capace di produrre. Mi vengono i brividi solo a pensarci. Qualcuno potrà dirmi: "Ma l'editore non deve essere un artista!Si occupa di libri!"... Cacchio se lo deve essere invece! Siamo NOI che ci occupiamo di scrittura, l'editore deve saper sì gestire i propri libri, è vero, ma deve pure essere capace di creare belle copertine, un design originale, che salta subito all'occhio! Altrimenti vedremo il nostro libro scadere nel prodotto mediocre che fa schifo a tutti! Se poi l'editore non ha un sito web o ne ha uno che un bambino della scuola primaria potrebbe far molto meglio, in che modo riuscirà a diffondere le nostre opere? Ormai le nostre possibilità sono su Internet! Quindi attenzione agli editori non aggiornati! A questo punto ecco che la nostra lista comincia a dimagrire: come procedere? Che posso dirvi...? Qui due sono le cose: o vi armate di pazienza e scrivete a tutti, (inviando una semplice Sinossi), oppure scegliete quegli editori che maggiormente vi ispirano e vi attirano. Anche il nome e il logo dell'editore sono cose importanti! Immaginate il vostro libro pubblicato e inserito in una delle collana degli editori che state esaminando... "La mia opera pubblicata dalla casa editrice Tal dei Tali, oppure dalla Pinco Pallino editrice"... Cercate di proiettarvi nel futuro e di capire con quale di questi editori vi piacerà avere a che fare!

 

I PRIMI CONTATTI CON GLI EDITORI

 

Ecco!Ho scelto le case editrici alle quali voglio inviare la mia opera! Come procedere? Innanzitutto armatevi di pazienza e vedete un po' le varie modalità di presentazione e spedizione delle opere offerte dai diversi editori. Alcuni rimangono ancorati alle spedizioni normali, con pacco, altri utilizzano degli indirizzi di posta elettronica, altri ancora dei form o moduli on line... Scegliete le modalità che più vi aggradano! Se non volete spendere soldi meglio il formato elettronico, se invece avete tempo da perdere stampatevi un po' di copie del vostro libro e rilegatelo per bene. Fate come volete, l'importante è che i vostri file o i vostri stampati siano leggibili e semplici. Non serve utilizzare un carattere particolare o formattare il testo come se fosse già impaginato! Non perdete tempo in questo, perchè a queste cose ci penserà l'editore se vi pubblicherà! Mettete tutti i vostri dati anche sulle copie, e preparate buste e pacchetti postali... Il viaggio comincia!

 

L'ATTESA...

 

Passeranno da un minimo di 3 settimane a un massimo di 6 mesi, prima che qualche editore si faccia vivo, e non è detto che il responso sia positivo, sia chiaro! Poniamo il caso che abbiamo inviato dieci pacchi a dieci diversi editori... A chi dare più credito? A chi ci risponde prima o a chi ci mette due secoli a degnarci di una lettera o e-mail? Mi pare ovvio che editori troppo intasati, ci farebbero passare i guai in fase di pubblicazione, o perchè sono male organizzati, oppure perchè risparmiano sul personale! Quindi, se un editore ci risponde prima degli altri e ci dà un esito positivo, cosa fare? Il mio modesto parere è quello di parlare con l'editore in questione e ascoltare la sua offerta. Se è un'offerta abbastanza buona, non me la sentirei di dire che vale la pena rinunciare pur di attendere la risposta di altri editori. Semmai potremo chiedere un po' di tempo per riflettere, ma mai tirare troppo la corda! Autori più bravi di noi esistono sempre, e può arrivare in ogni momento un'opera migliore sulla quale l'editore decide di puntare a nostro discapito. Chi glielo fa fare ad aspettare? Bisogna ponderare bene le proprie scelte.

 

HO RICEVUTO UN'OFFERTA MA MI E' STATO CHIESTO UN CONTRIBUTO

 

Ecco un punto cruciale! Cari miei, dovete sapere che sulle migliaia di case editrici esistenti in Italia, quelle che investono una marea di soldi per i propri autori, sono proprio quelle che non vi pubblicheranno mai! Non conoscete qualcuno che possa raccomandarvi alla Mondadori? Non siete una persona famosa o dello spettacolo? Vostro padre non si chiama Berlusconi? Il vostro nome è anonimo? Allora mettetevi l'anima in pace! Non potete essere così stolti da credere che una casa editrice "medio-piccola" decida di investire migliaia di euro per ogni singolo autore! Poniamo il caso che l'editore tal dei tali che pubblica 50 titoli ogni anno, decida di punto in bianco di non chiedere più contributi, spariamo qualche cifra: io stesso mi sono informato in tipografia, allorché in un momento di crisi ho deciso tempo fa di pubblicarmi da solo... Non l'avessi mai fatto!Ma andiamo avanti: una cifra media da spendere è di 5000 euro, per una bella tiratura di 1000 copie. Quindi 5000 Euro per 50 autori ogni anno, sono 250,000 Euro. Ora, credete davvero che la vendita dei libri possa ripagare tutti questi soldi e portare un guadagno? E poi, se l'editore spende per la stampa oltre che per la routine, (impiegati, uffici, bollette, ecc.), quanti soldi potrà ancora investire per la pubblicità o per la qualità? Se per noi singoli autori 2000/4000 Euro possono apparire tantissimi, cosa dovrebbe dire questo povero cristo che ne deve sborsare 5000 per ognuno di noi, senza nessuna garanzia perchè siamo dei perfetti anonimi? Quindi lasciamo perdere queste stupidaggini, per favore! Ve lo dico io che ci sono passato e che ho speso 5000 euro per pubblicarmi da solo, (di più di quanto mi avesse chiesto l'editore), per avere una ciofeca di libro fatto da me, che non sono un grafico, per avere un libro senza codice ISBN, e mille copie che ho dovuto sbattere a destra e sinistra, tra garage e cantina. Per non parlare delle questioni fiscali! Basta! Non è nostro compito! Io e anche voi dobbiamo "scrivere", qui si devono fermare le nostre fatiche! E poi, al di là delle presentazioni, che pubblicità mi sono potuto fare? Nessuna, perchè non è il mio campo! Morale della favola: volete comprare un po' delle copie che mi sono rimaste sul groppone?

 

AGGIUNGO UNA NOTA CARINA:

 

Alcune persone si sono lamentate con me, dicendo, anzi "ribadendo" ancora una volta: "Ma se devo pagarmi le spese di stampa, a questo punto divento io editore!... E poi quelli che pubblicano gratis esistono!"...

Bene, cari miei... Innanzitutto c'è da capire che la realizzazione del libro non inizia e finisce in tipografia! C'è molto lavoro dietro e grafici, impaginatori, correttori, questioni legali, e quant'altro che sfugge alla percezione dei non addetti ai lavori come noi. Basta fare un po' di calcoli per capire che è da stupidi credere che l'editore sia solo un tipografo. Inoltre seppure un libro vendesse, si dovrebbero vendere almeno 1000 copie circa (che non sono facili da vendere), solo per "recuperare" le prime spese... Questo perchè molti autori non sanno che i distributori e i librai si prendono circa il 50-60% del prezzo di copertina! Cosa ne rimane? Un 40-50% per pagare i diritti d'Autore e poi tutte le spese (tra le quali la promozione) e per mandare avanti l'attività. Se mettiamo anche le spese di stampa (sempre e comunque per ogni libro pubblicato), fanno prima a chiudere...
Inoltre fonti attendibili sembrano essere sempre più concordi sul fatto che anche i grossi Editori, possono chiedere e CHIEDONO contributi agli esordienti, con la differenza che compiono anche una selezione catastrofica per la maggior parte degli scrittori. Tutto questo ovviamente se l'esordiente non è già un wip. In ogni caso, in risposta a quanti rispondono con uno sdegnoso NO ("noi invece pubblichiamo senza contributo!"), come alcuni editori sostengono, c'è da dire che tali editori si possono suddividere in 3 tipologie principali (lo dico con lucidità e non per polemizzare o offendere nessuno):

  • L'EDITORE IDEALISTA E DEL TUTTO INCOMPETENTE: è uno scrittore di scarso o medio talento, (ha girovagato presso una marea di editori e, non trovando il fesso disposto a pubblicarlo gratis, si è indignato nei loro confronti, fino a decidere di crearsi una casa editrice). Crea l'attività, inizia ad assaporare le difficoltà che ci sono dietro la facciata dell'editoria, ma non molla. Per andare avanti decide di fare a meno di grafici, correttori di bozze e altri dipendenti: decide di improvvisare e così realizza libri orrendi, che si sfasciano in mano (stampandoli a basso costo presso un amico o un tipografo economico); le sue copertine e gli impaginati dei suoi libri sono ancora più tremendi! Un obbrobrio che prende vita attorno ai testi di poveracci inconsapevoli che, pubblicano sì gratis, ma arrivano al punto di vergognarsi del proprio libro, una volta che lo hanno in mano. Questo editore/scrittore non ha quasi mai distributori; si nasconde dietro le questioni di principio e intanto non sà un'acca dei meccanismi che girano intorno al mondo dell'editoria. Prende accordi diretti con 5/6 librerie e la cosa finisce là. Rimane un mediocre e finisce per fallire miseramente poco dopo, portandosi appresso i suoi Autori, che si ritrovano di nuovo esordienti.

  • L'EDITORE IDEALISTA E UN PO' INCOMPETENTE, MA FORTUNATO: come sopra, ma per qualche motivo riesce ad andare avanti. I suoi prodotti fanno comunque pena (in nome del risparmio, non chiedendo contributi), e gli autori non vedono mai o quasi mai, il becco d'un quattrino per i propri diritti (dietro scuse varie). Ce ne sono alcuni in giro, e l'unica differenza rispetto ai primi, è che durano un po' di più, forse perchè hanno la fortuna di incappare in qualche autore carismatico di suo, che insomma vive di luce propria e vende grazie alle proprie iniziative e non grazie all'editore, che quasi mai si fa carico della promozione. Anche lui non ha distributori, e se li ha, vende comunque poco e sempre gli stessi titoli di nicchia. La sua fortuna è la comunità che riesce a crearsi intorno: una comunità che lo segue e che il più delle volte è pagante (abbonamenti, quote associative, ecc.). Se poi è uno scrittore prolifico, il tempo che dedica agli altri autori ne risulta dimezzato: è un egocentrico, e spesso ha altre fonti di denaro. Qualche volta pubblica a pagamento, ma se ne guarda dal dirlo in giro.

  • L'EDITORE PROPRIAMENTE DETTO, CHE NON CHIEDE CONTRIBUTI, MA... : sono editori intelligenti e competenti; pubblicano solo libri che sanno di poter piazzare, e non perdono tempo in opere che comporterebbero un dispendio di energie eccessivo. Quindi parliamo di editori di nicchia: difficile pubblicare con loro, perchè pubblicano quasi sempre Autori con competenze in campi specifici, e non Romanzieri e tanto meno Poeti. Vanno avanti e molte volte raggiungono un discreto successo, ma la loro strada non può intersecarsi per forza di cose con la nostra, perchè noi non siamo esperti di settore, ma siamo "Artisti" (nel senso lato del termine).

Insomma: inutile vantarsi di pubblicare gratis o di aver pubblicato gratis, se poi non si chiarisce dove si vuol andare a parare... Come in ogni cosa nella vita, anche nel mondo dell'editoria ci sono molteplici sfumature e non tutti gli editori che si fanno aiutare dagli autori per un progetto comune, sono come quelli che chiedono 5 volte tanto e non danno nulla in cambio (editori non definibili "a pagamento" ma semplicemente "truffaldini" il che è diverso!). Buoni di norma i concorsi, che di per sé portano un ritorno pubblicitario, sufficiente a spiegare la generosità dell'editore in questione, il quale pubblica gratis come premio. Gli altri, quelli che dicono di pubblicare sempre gratis, si possono tranquillamente ascrivere nelle categorie che per semplicità ho creato e descritto.

 

RISPARMIARE SI PUO'

 

Qualcuno potrà dirmi: "Ma io non ho tanti soldi!"... Bene, una soluzione più economica c'è sempre: ci sono alcuni editori che stampano poche copie, o comunque poche copie alla volta, e quindi non chiedono grossi contributi all'autore. Ma poi che siano 50 o 300 le copie da comprare, sempre meglio quelle che buttare al vento il proprio lavoro, oppure pubblicarsi da solo! Questo è un mio parere! Non difendo gli Editori, ma semplicemente mi metto nei loro panni. Sarebbe da stupidi pararsi gli occhi e voler fare solo i propri interessi. Se non siete ancora convinti, cercate... Cercate... Io sono decenni che cerco. Se volete ascoltarmi la cosa importante è trovare un editore serio, che realizzi bei lavori e che si dia da fare a "pubblicizzare" come può il libro. Sarebbe già tanto, lo dico per esperienza!

 

IL CONTRATTO DI EDIZIONE

 

Nel momento in cui arriva il contratto a casa o via e-mail, non vi resta che analizzarlo con attenzione. Secondo quanto stabilisce la Legge sul Diritto d'Autore, esistono alcuni elementi che non devono assolutamente mancare:

  • Il Contratto Editoriale può essere a "Edizione" o a "Termine"; nel primo caso nel contratto deve essere indicato chiaramente questo limite, altrimenti nel secondo caso deve essere indicata la durata, che può arrivare a massimo venti anni.

  • Nel contratto deve essere indicato il numero minimo di esemplari che si stima di stampare per ogni edizione, (200 copie, 500 copie, 1000 copie, e così via).

Il numero di ristampe è libero, in quanto rappresenta un discorso diverso da quello dell'Edizione che comporta una revisione del libro, con nuovo codice ISBN. Nel contratto l'Autore è obbligato solitamente a consegnare l'Opera entro tempi stabiliti e in una forma idonea, ed è inoltre obbligato a garantire il pacifico godimento dei diritti ceduti. L'editore invece è obbligato a riprodurre e porre in vendita l'opera col nome dell'Autore, in forma anonima o con Pseudonimo deciso nel contratto eventualmente dall'Autore. Altri elementi obbligatori sono questi:

  • La pubblicazione dell'Opera deve aver luogo entro il termine fissato nel contratto e tale termine non può comunque essere superiore ai due anni, decorrenti dal giorno della consegna del file da parte dell'Autore o della stipulazione del contratto, se posteriore.

  • L'Autore ha il diritto di introdurre delle modifiche prima della stampa,ma non di alterare la sostanza dell'opera.

  • Il compenso spettante all'Autore è costituito da una percentuale sul prezzo di copertina degli esemplari venduti, concordata nel contratto.

  • L'editore è obbligato a rendere conto annualmente delle copie vendute.

  • Nel contratto di edizione il prezzo di copertina è fissato dall'editore, che comunque deve avvisare l'autore, che può chiedere spiegazioni se il prezzo aumenta in maniera tale da ledere i propri interessi.

  • Se l'opera non trova smercio sul mercato al prezzo fissato, l'editore prima di svendere le copie o di mandarle al macero, deve interpellare l'autore, il quale può acquistare le copie a prezzo notevolmente ridotto.

 

CONCLUSIONE

 

Concludo il mio discorso augurando a tutti buona fortuna. Vogliate scusare la franchezza di certe mie espressioni, ma fa parte del mio carattere essere chiaro e conciso. Avrò forse turbato l'animo nobile di certi giovani scrittori che sono convinti delle proprie idee... Quello che voglio far capir loro è che ogni tanto dovrebbero calarsi nei panni altrui e non giudicarsi grandi scrittori prima ancora di aver fatto nulla! La strada è molto lunga: bisogna investire, lavorare, destreggiarsi nella massa per farsi notare, e non starsene fermi nella proprie posizioni a vedere gli anni volar via. Poi scrivere per voi stessi va anche bene, quando si tratta di piccole poesie o raccontini, ma se volete fare sul serio mettetevi in mente che non potete rinunciare all'idea di pubblicare il vostro libro: i lettori hanno il diritto di leggere le vostre opere e voi avete il diritto di essere letti. Questo è innegabile!

 

Anonimo 62


SPARLARE.. SPARLARE... SPARLARE

 

Ultimamente non ho avuto il tempo di aggiornare il sito, né di rispondere a tutte le persone che mi hanno scritto (cercherò di rispondere nella mia rubrica su bookland), quindi mi scuso con quanti invece mi seguono con assiduità, nella speranza di ricevere qualche nuova dritta editoriale. Detto questo vorrei dire che, girando per il web, ho trovato qualche recensione sul mio sito: mi si accusa di voler plagiare poveri scrittori inducendoli a pubblicare a pagamento! Il bello è che queste persone fanno invece il contrario, inducendo gli scrittori a non pubblicare a pagamento... Dove starà la verità? Pubblicare o non pubblicare? Buttare nel cesso il proprio manoscritto o spendere dei quattrini per pubblicarlo? La verità è difficile da identificare: quindi ognuno faccia quello che crede. Io credo che sia meglio pubblicare pagando una cifra "giusta" (non 4000 euro! come chiedono certi editori...) che spendere i propri soldi in fotocopie, pacchi e pacchetti e soluzioni anti-stress (visto che alla lunga ricevere sempre "picche" porta all'esaurimento nervoso). Io non sto cercando di aiutare l'editoria a pagamento, sto solo cercando di farvi capire che l'editoria non se la passa bene, quindi o smettete di scrivere o rinunciate alla pubblicazione (se non volete pagare) oppure cercate qualche editore di quelli "gratis" che ho descritto più sopra. Il panorama comunque non è bello, quindi giudicate voi!

Anonimo 62  - 28/2/2008


NASCE MYBOOK!

 

In collaborazione con la Rivista Bookland, con la quale ormai ho stretto un bel rapporto di amicizia, nasce una nuova iniziativa editoriale: MyBook, una soluzione alternativa a quante se ne trovano in giro. Abbiamo eseguito un raffronto e i prezzi sono davvero contenuti: è possibile pubblicare a partire da una tiratura di 50 copie, spendendo anche solo 250 euro! Inoltre vengono offerti molti servizi in più, se non sapete mettere mano ai programmi di impaginazione e grafica. Per finire viene offerto un servizio di "ufficio stampa" e "agenzia letteraria", con il quale loro si occupano di crearvi un bel libro per poi presentarlo ai maggiori editori sul territorio italiano! Liberi da ogni pensiero insomma! L'unico difetto è che per ora non c'è il servizio ISBN e deposito legale: in compenso c'è uno sconto del 10% su ogni pubblicazione e, considerato che i costi sono già bassi, è comunque una buona occasione! Se l'iniziativa avrà successo verranno aggiunti anche questi servizi in più, nonché la vendita on line dei libri e la distribuzione in libreria. Visitare adesso MyBook!

Anonimo 62  - 1/3/2008

 

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